Il visto di conformità è un documento che attesta la verifica dei requisiti necessari per ottenere la detrazione fiscale, come stabilito dall’articolo 35 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Si tratta di un’attività di controllo formale, piuttosto che di valutazione sostanziale, svolta dal professionista al fine di evitare errori materiali e di calcolo.
Inoltre, i soggetti responsabili del rilascio del visto di conformità devono anche verificare la presenza di dichiarazioni e attestazioni rilasciate dai tecnici incaricati. Anche in questo caso, si tratta di un controllo formale basato sulla documentazione.
Con la legge di bilancio 2022, sono stati esclusi dall’obbligo di visto di conformità e di asseverazione di congruità dei prezzi gli interventi con un importo complessivo fino a 10.000 euro. Tuttavia, tale esclusione non si applica agli interventi relativi al cosiddetto “bonus facciate”.
(È importante notare che la maggior parte degli istituti finanziari richiede ormai obbligatoriamente il visto di conformità anche per pratiche con importi inferiori a 10.000 euro, anche se si tratta di interventi di edilizia libera.)
Verificare la disponibilità di un idoneo titolo di possesso o detenzione dell'immobile da parte del contribuente.
Verificare la presenza di relazioni tecniche e asseverazioni preventive all'avvio dei lavori, come previsto dalla legge 10, e l'asseverazione della classe di rischio dell'edificio o la notifica preliminare.
Controllare la presentazione di eventuali autorizzazioni amministrative richieste dalla normativa edilizia in vigore, come la CILA, la SCIA o il Permesso di Costruire. Gli interventi di edilizia libera non richiedono alcuna autorizzazione.
Verificare la presenza di relazioni tecniche e asseverazioni preventive all'avvio dei lavori, come previsto dalla legge 10, e l'asseverazione della classe di rischio dell'edificio o la notifica preliminare.
Accertare la presenza di redditi imponibili.
Controllare la presenza del certificato catastale o della domanda di accatastamento.
Richiedere documenti che comprovino la spesa sostenuta, come fatture o ricevute fiscali.
Controllare la presenza del certificato catastale o della domanda di accatastamento.
Richiedere documenti che comprovino la spesa sostenuta, come fatture o ricevute fiscali.
Richiedere documenti che comprovino la spesa sostenuta, come fatture o ricevute fiscali.
Richiedere documenti che comprovino la spesa sostenuta, come fatture o ricevute fiscali.
Il visto di conformità può essere rilasciato da professionisti iscritti all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, professionisti iscritti all’albo dei consulenti del lavoro, soggetti iscritti ai ruoli di periti ed esperti delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura (a partire dal 30 settembre 1993) e responsabili dell’assistenza fiscale (RAF) dei Centri di Assistenza Fiscale (CAF).
Per quanto riguarda il compenso per il visto di conformità, questo viene calcolato in base al valore della pratica e può variare tra l’1% e il 4%.
Si ricorda che le spese per le prestazioni professionali, comprese le parcelle del commercialista che emette il visto di conformità e del tecnico che attesta la congruità delle spese, rientrano tra i costi detraibili, come previsto dall’articolo 119 del decreto n. 34/2020.